Abbiamo invitato a pranzo la Direttrice del Circolo del Design di Torino, Sara Fortunati, per il ciclo di interviste Mangia con Noi di Sugonews.

PASTIS
Ordinazione:
vino, caponata, panatina palermitana. Il suo dolce preferito, la cassatina

Abbiamo di nuovo mangiato con noi. Nata a Milano studia Lettere e Filosofia proprio nella grande metropoli e si trasferisce a Torino guidata da quella voglia di andar via tipica di chi frequenta l’università.

Stiamo parlando di Sara Fortunati ad oggi direttrice del Circolo del Design di Torino. Le prime confidenze si misurano in allergie, fidanzati e tentativi di coniugare comunicazione, arte e design. Tutto ciò che piace a Fizz insomma.

“La Torino del Design in una frase?”

Torino sa creare scintille che solitamente trovano un humus fertile in una città che è in grado di

mischiare i linguaggi.

Dopo l’esperienza in Torino World Design Capital, a testimoniare quanto crede in questa città, fonda un progetto insieme ad altre due socie che è Operae (progetto che si collocava proprio nella sperimentazione tra arte e design). Ci racconta come nelle fiere sia importante l’equilibrio, tra la selezione e l’attrattività verso gli artisti. La fiera funziona quando chi espone paga, perché se paga ci sta credendo.

Sara Fortunati

Fizz: “Cosa preferisci Operae o il Circolo del Design?”

Sara: “Io dico sempre che Operae è il mio primo figlio, poi sono arrivati gli altri due. Il circolo è completamente diverso, primo su tutto è permanente. Qui c’è la fatica del lavoro continuo ma anche la figata di poter portare avanti un discorso più duraturo.”

Fazz: “Come dicevi siamo una città di scintille più che di fuochi, e la messa in relazione delle scintille…”

Sara: “Il circolo lo fa in maniera indiretta su quasi tutti i progetti, si cerca di creare legami tra designer e lavoro e tra designer e designer. All’inaugurazione onestamente non mi immaginavo tutto quel pubblico. Era atteso perché mancava, l’esigenza c’è.”

Ma cos’è il circolo?

Ha l’obiettivo di promuovere e divulgare la cultura del progetto: intendere il design nel modo più ampio possibile.

“Quando intendi il design come progetto, diventa tutto. E io ci credo.”

Oltre alle mostre, l’attività trainante del circolo è rappresentata dai “mercoledì del design”. Sono quattro i filoni tematici: gli appuntamenti con le imprese e gli imprenditori del territorio (che diventano delle vere e proprie confessioni umane, portando così i talk in una dimensione piacevolmente informale); gli appuntamenti dedicati alla ricerca condotta da designer nazionali e internazionali; Gli appuntamenti dedicati all’innovazione sociale: in collaborazione con Hackability; infine il mercoledì dedicato alla contaminazione tra discipline organizzati con la curatela scientifica del c.lab, laboratorio interateneo tra Politecnico di Torino e Università degli Studi di Torino (design come strumento per gettare ponti tra discipline molto lontane).

Circolo Del Design_ Allestimenti_ ph Andrea Macchia

Circolo Del Design_ Allestimenti_ ph Andrea Macchia

Circolo Del Design_ Allestimenti_ ph Andrea Macchia

Circolo Del Design_ Allestimenti_ ph Andrea Macchia

C’è sicuramente bisogno di un dolcino.

“ahah ho letto l’aneddoto di Samuel dei Subsonica sul cannolo siciliano…”

(vedi l’articolo con Samuel dei Subsonica sul nostro blog).

Come d’abitudine davanti al dolce chiediamo della caduta del muro di Berlino (visto l’anniversario trentennale) e cosa rappresentano i nuovi muri oggi.

All’epoca aveva 10 anni, ci racconta con molta precisione di questa maestra che aveva dedicato tutta la giornata al racconto di cosa era stato il muro. Il ricordo è indelebile.

Sui nuovi muri:

in generale il tema dei muri lo collego ai muri di pregiudizio nei confronti dell’altro, del diverso. Ho la grande fortuna di essere figlia di un padre italiano e una madre finlandese. Da figlia meticcia ogni cosa è naturale farla in due modi completamente diversi.
Dal cucinare al rituale del Natale, dallo spazio a quanto parli vicino ad una persona, l’ironia… Rispetto ad oggi i muri mi rendono completamente attonita, li vedo preoccupantemente in crescita.”

“Il natale finlandese?”

“fichissimooo”.

 

Di Fizz e Fazz