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Periferia? Si, grazie

 

Alessandra Lanza, street art in via Morandi

Alessandra Lanza, street art in via Morandi

NoLo, Alessandra Lanza, Bici e radici, via Nicola d'Apulia

NoLo, Alessandra Lanza, Bici e radici, via Nicola d’Apulia

Alcuni la paragonano a Brooklyn per la sua identità cosmopolita, altri a Berlino per la carica creativa dei suoi abitanti. Di NoLo, acronimo di North of Loreto, si è cominciato a parlare sempre di più nel corso dell’ultimo anno. Siamo in Zona 2, nel triangolo di quartiere che da Loreto si estende verso il nord e l’estrema periferia della città, fino e ormai oltre la ferrovia che lega i binari della Stazione Centrale a quelli di Lambrate. Nel suo cuore il parco Trotter, abbracciato da vie che gli street artist, tra murales coloratissimi e sculture urbane, hanno reso un piccolo museo. I confini di NoLo mutano, come il tessuto di un piccolo mondo multietnico attraversato da via Padova e viale Monza, dove tutto assume almeno due identità. A partire dal quartiere stesso, caratterizzato da un alto numero di stranieri, ma dove sempre più giovani italiani scelgono di trasferirsi, attratti dalla spinta creativa di questi ultimi anni e da prezzi ancora accessibili. E così, accanto a realtà storiche come il mercato di viale Monza, il cinema Beltrade e le tipiche trattorie, sbocciano locali, gallerie d’arte e spazi culturali dove progettisti, designer e artigiani cercano insieme a chi abita il quartiere di ridisegnarlo, per renderlo sempre più vivo e vivibile: un fuorisalone che vuol fare concorrenza all’offerta del classico circuito e perfino San Nolo, il festival (semiserio) della canzone.

 

Alessandra Lanza


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