Uri Caine _ Furio Di Castri _ Andy Shepperd

“Five Visions”

mercoledì 23 giugno h 17.30

Conservatorio Verdi

@torinojazzfestival

 

Furio Di Castri non ha bisogno di presentazioni. Il contrabbassista milanese, ma torinese d’adozione, è un musicista dalle straordinarie capacità e sensibilità. Nella sua lunga e prolifica carriera è stato prima di tutto un sideman molto richiesto ed apprezzato, nell’infinita lista di collaborazioni possiamo trovare, fra gli altri, musicisti del calibro di Chet Baker, Scofield e Rava.

Oltre all’attività di sideman Di Castri, in particolare dal 2000 in poi, si dedica alla composizione di musiche per laboratori orchestrali, performance di danza, teatro, arte contemporanea e sonorizzazioni di testi letterari, collaborando con artisti come Peppe Servillo, Lella Costa, David Riondino, Piergiorgio Oddifreddi, oltre a portare sul palco dei progetti propri.

Un progetto che mi ha particolarmente colpito, fra quelli che lo vedono coinvolto di recente c’è “Vesuvius Ascension“, spettacolo del sempre fantastico Enzo Avitabile con Ashraf Sharif Khan, Tony Esposito e Gianluigi Di Fenza

Il progetto è stato presentato a gennaio 2020 e dovrebbe tornare in scena appena sarà possibile, queste le parole di Avitabile:

Vesuvius Ascension è un happening musicale particolare, una preghiera laica tra musica strumentale, racconti con temi della scala napoletana e bandistici. È dedicato all’ascensione, intesa come ricerca di una coscienza più alta, incarnata dal Vesuvio, nostro amico e nemico. Vesuvio nel senso di illuminare e non bruciare, un augurio per crescere.”

Leggendo queste parole ed i musicisti coinvolti la voglia di tornare a godere della musica live è molta ma finalmente abbiamo delle date da cerchiare sul calendario.

Dal 19 al 27 giugno tornerà infatti in città il Torino Jazz Festival dopo l’annullamento della scorsa edizione. Ad ottobre nella sua versione autunnale, Jazz Cl(H)ub, proprio uno degli ultimi concerti a cui ho assistito, l’ottimo “Fire” con la partecipazione di Adrian Sherwood.

Tornando a Di Castri ho notato con piacere che verrà riproposto il progetto “Five Visions”, una produzione originale, in collaborazione con il conservatorio di Torino, di cui Di Castri è docente è coordinatore del dipartimento Jazz, con Uri Caine e Dave Liebman. “Five Visions” torna in cartellone per questa edizione con un cambio in formazione, Andy Sheppard a sostituire Liebman.

Certo, Liebman è uno di quei musicisti difficili da sostituire ma l’ingresso in line-up di Sheppard non sposta gli equilibri, ed anzi, il sottoscritto, è da tempo innamorato del suo suono. Il sassofonista inglese mi ha sempre sorpreso ed incantato in live ed il suo disco del 2018 “Romaria” pubblicato sulla mitologica ECM rimane un disco che ascolto di frequente e con grande piacere.

Sarà interessante capire in che direzione spingerà il contrabbasso di Di Castri in questo trio. Trio completato da Uri Caine, poliedrico pianista di Philadelphia. Personalmente ho incontrato per la prima volta Caine con il disco “The Philadelphia Experiment” con Questlove alla batteria e Christian McBride al basso. Disco da non perdere per gli amanti dell’hip-hop suonato.

Caine è un artista che ha sperimentato molto, da escursioni nel mondo hip-hop a quello jungle/drum’n’bass rimanendo sempre prolifico e attivo nel suo ambiente di formazione a cavallo fra il jazz e la classica.

 

Un concerto quindi da non perdere fra i molti, e tutti validi, in programma per questa edizione di un Torino Jazz Festival che sa di ripartenza.