C’è grande confusione in città su chi potrà diventare il prossimo primo cittadino.

 

Il Centro Sinistra non trova pace e non riesce ancora ad accordarsi su un candidato unitario mentre i Cinque Stelle con la sindaca uscente in testa gli lanciano dal balcone di Palazzo Civico mazzi di ramoscelli d’ulivo in cerca di future e spregiudicate alleanze.

Il Centro Destra invece scalpita e preme alle porte, nonostante non sia ancora del tutto compatto sulla scelta di un noto imprenditore, già presente sui manifesti con il suo slogan “Torino Bellissima”.

Eppure qualcuno che ha l’X-Factor per governare all’ombra della Mole c’è.

Il suo nome si sta facendo strada con insistenza fuori dai corridoi delle sedi di partito e sta mandando in fibrillazione le quotazioni dei bookmakers.

In molti lo conoscono già per i suoi mille travestimenti come Napolik o il generale dell’Aeronautica Marcello Fiasconaro, tanto per citarne alcuni, ma finalmente ha deciso di gettare la maschera e di scendere in campo.

È il Dottor Lo Sapio, al secolo Vito Miccolis, che ora si candida a sindaco per le elezioni amministrative 2021.

Un insospettabile, in genere nascosto dietro i microfoni della radio e tra i palchi cittadini della musica dal vivo, talmente risoluto nel suo proposito di cambiare le cose che, unico nel panorama cittadino, ha aperto un proprio canale di comunicazione per promuovere la sua campagna politica.

Ogni lunedì sera alle 21,30 non esita a mettersi in diretta concorrenza con lo share di Barbara Palombelli su Rete 4. Armato di tupè, fascia tricolore, sigle etniche improbabili e in compagnia dei fidi alleati Mauro “Mao” Gurlino e Fabio Giudice alias Capitan Freedom, apre puntualmente la sua tribuna mediatica sulla pagina FB di Corto Corto sotto l’insegna di “SINDACANDO”.

E subito decine di utenti rispondono al suo richiamo, postando in chat “Suma sì!”.

Basta questo segnale convenuto che il futuro sindaco attacca con una raffica di promesse elettorali:

“Se voi mi votate eliminerò il vento perché una volta a Torino il vento non c’era, è stato creato apposta dai nostri avversari politici e serve solo a fare arricchire le pennoire”.

Vantandosi poi aggiunge:

“neanche Salizzoni e Damilano hanno avuto questa idea”. Inoltre annuncia a gran voce che sposerà tutti e che al posto delle quote rosa proporrà le quote rosè.

 

Non è però un politico senza bussola. Per sapere quale direzione dovrà seguire, chiama in causa il suo futuro capo di gabinetto Juri Bossuto che monitora il sentiment dei cittadini attraverso la rassegna stampa delle testate locali.

Ma la forza di Lo Sapio, di cui molti in Sala Rossa incominciano a temere l’irrefrenabile charme, è ancora più rivoluzionaria perché ogni volta dichiara di essere un sindaco che non ha un programma perché “il programma lo fate voi”.  È un sindaco di rottura, assolutamente innovativo, che grazie al suo carattere “sprogrammato” si propone di diventare l’avatar collettivo con cui tutti i torinesi domani potranno gestire la cosa pubblica.

In questo momento però la sua corsa verso le urne lamenta un unico grosso problema. Il Dottor Magagna ha stampato centinaia di migliaia di manifesti elettorali con la dicitura: “Il nostro sindaco è il più bello di tutti. Dott. Lo Sapio VOTIMI”.

Sul “Votimi” si è aperta una inevitabile querelle, su cui è stato chiamato a pronunciarsi un eminente professore che scrive realmente i testi per le grammatiche italiane.

Ne è sortita una mezza rissa verbale tra candidato e cattedratico senza giungere a una reale conciliazione intorno a questa sfacciata licenza poetica. Cosa accadrà?

Comunque vada, siamo sicuri che indipendentemente dalle regole linguistiche, starà agli elettori pronunciare l’ultima parola.

SINDACANDO

Ogni lunedì alle ore 21,30 in live streaming sulla pagina Facebook e sul canale You Tube di CortoCorto (www.cortocorto.it)

Fabrizio Vespa

Direttore di Sugonews. Giornalista, scrittore, social media manager e organizzatore di eventi. Lavora per il mondo della comunicazione e con la scrittura a più livelli, sviluppando progetti per aziende, privati e enti pubblici.