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Maestro Leonardo, prima di iniziare l’intervista mi permetta di ringraziarla per la sua disponibilità. So bene che in questo periodo lei è particolarmente impegnato. I 500 anni dalla sua morte sono l’occasione di grandi festeggiamenti in suo onore, conferenze sulle sue opere e soprattutto mostre, come quella ai Musei Reali di Torino Leonardo da Vinci. Disegnare il futuro.

Ha visitato la mostra? Cosa ne pensa? Nel titolo si legge “Disegnare il futuro”,  cosa è per lei il futuro?

Qualche giorno fa ho fatto una breve visita alla mostra e posso dire che è stata allestita bene. Mi piace soprattutto l’accostamento fra le mie opere e quelle di alcuni miei contemporanei. Lei le avrà viste, ci sono miei disegni, quelli di Michelangelo, alcuni di Raffaello. Un’ ottima trovata: in questo modo si rende lo spirito di quel tempo, quale rivoluzione fosse in atto allora.

Parlando di rivoluzioni non posso che pensare a quella in atto oggi, mi ricollego così alla sua ultima domanda. Per me il futuro è rivoluzione continua. Non mi deve fraintendere, intendo rivoluzione culturale. Quella che si sta realizzando grazie alle sempre nuove scoperte in ambito tecnologico.

Ormai la mente umana non ha più limiti, le frontiere sembrano essere fatte unicamente perché si studi come superarle. Pensi alla prima foto di un buco nero, mai scattata, è notizia di qualche settimana fa. Si rende conto dove siamo giunti? Abbiamo fotografato un divoratore di universi! Sono sempre più affascinato da quello che sta accadendo nel nostro Mondo.

Lei parla di continuo cambiamento, di rivoluzione. Ma non accadeva lo stesso al suo tempo, durante il Rinascimento? Anche allora era tutto una novità e lei ne era protagonista.

Quello che lei dice è vero. Allora però mancavano due fondamentali elementi: la rapidità e la facilità di comunicazione. Lei pensi solo che un grande della mia epoca, l’imperatore Carlo V, sa quello sul cui regno non tramontava mai il Sole, poteva impiegare settimane per far giungere un suo ordine alle diverse parti del suo impero, addirittura mesi per i domini di oltre-oceano. Oggi con i social possiamo condividere informazioni con tutti in tempo reale.

Questo può avere riscontri molto positivi soprattutto per la ricerca. I risultati delle varie attività possono essere subito conosciuti dai colleghi ricercatori, essere di aiuto per altre ricerche o essere un input per l’inizio di nuove. Guardi i grandi marchi della telefonia mondiale Apple, Samsung e Huawei. Fanno gara a chi presenta l’ultimo modello. Tutto questo era assolutamente impensabile nella mia epoca.  Se io avessi avuto anche solo un decimo delle tecnologie a vostra disposizione, non pensa che avrei concluso con successo molti dei miei progetti?

 

Ecco questo è un interessante punto! Leonardo oggi. Cosa avrebbe fatto? Che risultato avrebbero avuto tutti i suoi studi?

E’ difficile dire quale mestiere avrei potuto fare. Forse avrei potuto fare il regista. A Milano le feste che organizzai per Ludovico il Moro  furono un successone. Mi sarebbe piaciuto lavorare con i grandi di Hollywood, magari con la Marvel. Con i loro effetti speciali avrei potuto realizzare molti progetti che rimasero solo in forma di pensiero o di appunto. Lei pensi a tutti i miei studi sul volo, alle mie macchine per volare.  Quando vedo Tony Stark volare nel cielo leggero come un uccellino, mi vengono le lacrime agli occhi. Dico “Ecco! Questo io avevo in mente quando pensavo all’uomo volante!” Lei non sa che gioia.

Lei è noto per essere un genio poliedrico, ma le sue opere più famose sono dei dipinti, pensi alla Gioconda. Il Leonardo pittore non avrebbero seguito oggi?

Se devo essere proprio sincero, io penso che il pittore come lo intendiamo non esista più. Ormai la sua funzione è stata contrastata e per certi versi migliorata dal digitale, guardi solo cosa si può creare con certi Tablet in commercio come un Surface Pro 6 della Microsoft o a un  iPad Pro della Apple. Certo con questi strumenti non avrei potuto creare nulla di simile alla Gioconda o alla Dama con l’Ermellino, ma non dico che avrei potuto creare qualcosa di meno bello.

Non dobbiamo fare i conservatori, dobbiamo ammettere che la tecnologia è stata una benedizione per la pittura. Senza ombra di dubbio, senza di essa, la pittura si sarebbe rinsecchita e sarebbe rimasta come uno sterile trofeo del passato. Invece adesso le tecniche di disegno si sono moltiplicate e hanno dato vita a rami nuovi della stessa arte. Io ritengo che persino il nuovissimo mondo  del video-making sia  una forma di sub-pittura. So che quello che dico per alcuni può risultare estremo, ma io cerco di avere il più possibile uno sguardo critico. Mi segua: se io nell’organizzare la disposizione dei personaggi in un affresco uso degli schemi mentali o delle tecniche di impostazione dello spazio che sono molto simili alle modalità con cui si può lavorare su di un video, perché non dovrei chiamare anche quella attività un modernissimo discendente della pittura?

Sono d’accordo con lei, Maestro. Pur avendo 567 anni, lei ha una mentalità molto più aperta di certe persone di questo tempo. Però proviamo a metterci per un attimo dalla loro parte, dalla parte di coloro che pensavo che troppa tecnologia porterà l’uomo alla robotizzazione totale. Cosa risponde lei?

In ogni epoca storica ci sono coloro che sono attaccati ai modelli del passato, quelli che vagheggiano di un ritorno alla purezza delle origini, prenda quel pazzo di Savonarola. Si ricorda di quel frate mezzo matto che predicava nella mia città e che portò molti alla rovina. Questi atteggiamenti sono dannosi per tutti. Il passato è parte fondamentale di noi, noi dobbiamo onorare e rispettare l’opera di chi ci ha preceduto. Ma non deve diventare una forma di idolatria.

A chi teme il dominio della tecnologia io rispondo che non c’è alcun timore, perché nel progredire nella scoperta l’uomo porta con sé un sistema di valori e una morale che sono la base di ogni sua azione. Non ci potrà mai essere un superamento fra tecnologia e morale umana, perché la prima necessita assolutamente della concretezza della seconda.

Maestro la ringrazio di cuore per le sue parole e per il suo tempo. Le faccio ancora tanti auguri per il suo anniversario.

E’ stato un piacere e grazie per gli auguri. Non tutti possono permettersi di festeggiare 500, soprattutto dalla propria morte.

 

Scarpetta di Sugo e Messer Leonardo