Una serie di eventi per ricordare il multiforme ingegno di questo protagonista della vita culturale, artistica e politica di gran parte del Novecento italiano

Carlo Levi “aveva un viso grande, largo e roseo circondato da una corona di riccioli. Aveva un cappotto chiaro, quasi bianco, largo e corto sempre sbottonato di una lana moscia e pelosa. Aveva giacche di velluto a coste che nessuno allora portava, bottoni dorati e istoriati, cravatte arabescate, mosce e con un largo nodo. Era un amico dei miei fratelli. Era un pittore. Un grande pittore”.  

Così lo ritraeva la scrittrice Natalia Ginzburg, in un articolo pubblicato sul Corriere della Sera nel gennaio del 1975, in occasione della morte del pittore, scrittore, medico, intellettuale e politico antifascista, nato a Torino nel novembre del 1902.

In occasione dei 120 della sua nascita, sono in programma una serie di eventi per ricordare il multiforme ingegno di questo protagonista della vita culturale, artistica e politica di gran parte del Novecento italiano.

Il progetto “Tutta la vita è lontano” è organizzato dalla Fondazione Circolo dei lettori insieme alla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia e Museo Nazionale del Cinema. Con il patrocinio di Città di Torino e Regione Basilicata. 

Carlo Levi è noto ai più per “Cristo si è fermato ad Eboli, scritto nel 1945 e ambientato nel periodo del confino in Basilicata (sotto il fascismo si chiamava Lucania) nel 1935-36. Il romanzo ebbe una tale risonanza da mettere in ombra la sua attività di pittore.

Dopo la laurea in medicina, conosciuti Piero Gobetti e Felice Casorati, Carlo Levi si dedicò al giornalismo e all’arte visiva come professione primaria, esponendo assiduamente con il Gruppo dei Sei di Torino.

Il suo percorso artistico si può riscoprire dal 10 febbraio all’8 maggio 2022 nella mostra aperta

negli spazi della Wunderkammer della GAM.

Curata da Elena Loewenthal e Luca Beatrice, Carlo Levi Viaggio In Italia: Luoghi e Volti, presenta 30 dipinti realizzati tra il 1923 e il 1974, che testimoniano i diversi sviluppi stilistici della sua ricerca iniziata con una pittura fortemente ‘oggettiva’, per orientarsi poi su una rappresentazione più espressionista e intonarsi, nel secondo dopoguerra, a un moderno realismo.

Tra i ritratti troviamo Edoardo Persico che legge del 1928, ritratto del critico d’arte napoletano molto vicino al gruppo dei “Sei di Torino”, Il Ritratto di Carlo Mollino originale architetto, designer e fotografo torinese e il piccolo e familiare autoritratto Il letto (A letto), scelto alla Biennale di Venezia nel 1930. Opera di grande rilievo, I fratelli (dal ciclo Cristo si è fermato a Eboli),

fu anch’essa acquistata alla Biennale di Venezia del 1954.

Tra i Paesaggi naturali e le vedute urbane ci sono i luoghi con cui Levi ha avuto intensi rapporti affettivi e culturali: Torino, Alassio, Parigi, la Lucania e Roma. Il nesso tra pittura e impegno politico rimane una caratteristica fondamentale del sentire artistico di Levi.

Al Circolo dei Lettori, dove sono in programma lezioni-racconto e letture dei suoi romanzi, è ospitata la mostra organizzata da Camera La Lucania nelle fotografie di Mario Carbone per Carlo Leviche raccoglie 31 fotografie scattate dal fotografo nel 1960. Gli scatti ritraggono Levi in varie città (Eboli, Matera, Grassano, Ferrandina, Pisticci) e allo stesso tempo costituiscono un racconto per immagini della quotidianità di un Sud Italia dove la modernità si stava solo affacciando. A corredo delle fotografie, sono esposti alcuni oggetti appartenuti a Levi, gentilmente concessi dal Comune di Aliano.

In collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino CSC-Archivio, inoltre, è organizzata una rassegna che ripercorre il rapporto di Carlo Levi con il cinema. Egli fu, infatti, sceneggiatore di Il grido della terra di Duilio Coletti nel 1949, disegnatore e costumista nel perduto Pietro Micca e in Patatrac. Dal suo romanzo più celebre Cristo si è fermato a Eboli fu tratto nel 1979 l’omonimo film di Francesco Rosi, interpretato da Gian Maria Volonté.

 

La rassegna prevede la proiezione delle cinque pellicole: Cristo si è fermato a Eboli, Patatrac, Omaggio a Carlo Levi, Il grido della terra e il frammento Pietro Micca.