Ovvero: Come l’anguria è diventata un frutto razzista

Niente più regimi dimagranti, guaine snellenti e diete della luna.

Da oggi i consigli alimentari per essere al top ce li danno i nostri artisti preferiti su “Disco Sugo”, la prima rubrica dedicata al cibo sulle copertine dei dischi. Vegetariani, vegani, fruttariani o respiriani, non importa. Sugo News propone una selezione delle migliori cover da acquolina in bocca per tutti i gusti, smascherandone talvolta anche qualche piccolo mistero.

Ad esempio, siamo sicuri che Ike & Tina Turner sulla copertina del loro Outta Season (in italiano “fuori stagione”) del 1969 addentino una succulenta fetta di anguria per rimarcare l’importanza di una buona dose giornaliera di vitamine? Forse non proprio.

 

 

A fine Ottocento, infatti, l’anguria assunse un’accezione fortemente razzista per gli afroamericani.

Così a seguito della liberazione dalla schiavitù, si prodigarono a monetizzare l’unica attività che durante la detenzione era loro permesso di portare avanti, ossia la coltivazione e la compravendita di angurie.

Da allora, la buonista comunità altoborghese cominciò ad associare negativamente l’immagine di questo frutto agli ex-schiavi e ad un’idea di persona becera, sporca e ineducata.

 

Non contenti, Ike & Tina rincarano la dose di polemica con un’aspra parodia della blackface espressamente riferita a “Andy & Amos”, personaggi di un radio show degli anni ’20 i cui protagonisti afroamericani venivano interpretati da due attori bianchi e ai quali vengono sarcasticamente accreditati design e foto di copertina.