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Cos’è Lokku? Un rifugio per cani e gatti in Sri Lanka, ma anche molto di più.

Fotografie di Ludovico Benedetto

Una strada sconnessa, il sole alto, un grande cancello di ferro difficile da aprire. E dietro, cinque volontari ci accolgono con sorrisi che sembrano abbracciare il mondo. Così inizia la nostra visita a Lokku.

Lokku è nato da un incontro fortuito: un cane ferito, chiamato Lokku, e Connie, una turista tedesca. Da quell’incontro è nata una missione che oggi salva centinaia di animali.

Connie ha incontrato Nimal, che è diventato il cuore del progetto. È lui ad accoglierci oggi, tra tetti di lamiera e costruzioni semplici. Qui, 190 cani vivono accuditi da cinque volontari. Ogni cane arriva ferito, abbandonato, e trova cure, affetto e la speranza di una nuova casa. Alcuni camminano su tre zampe, ma ci corrono incontro senza paura, solo voglia di giocare.

I cani, appena arrivano, vengono messi in quarantena, vaccinati e poi accolti nel branco. A Trincomalee vivono in 190, ma ogni giorno ne vengono sfamati più di 250. Lokku organizza anche campagne di sterilizzazione, perché i randagi sull’isola sono ovunque.

“Come vi finanziate?” chiediamo. “Con le donazioni dall’Europa e il sostegno degli abitanti,” ci risponde Nimal. Le donazioni sono vitali, e ognuno può contribuire, anche da lontano.

Il secondo rifugio è a Mirissa, dove volontari da tutto il mondo vivono e lavorano insieme. Lokku è speranza, resistenza, amore. Una prova concreta che anche nei luoghi più remoti si può fare la differenza.

Fotografie di Ludovico Benedetto

Fotografo, scrittore e social media manager freelance. Realizza visual storytelling transmedia e recensioni sulla settima arte