Il Teatro della Tosse festeggia i 50 anni di attività
Ero bambino e lo vidi la prima volta al centro di una parete della sala da pranzo di un amico: era un grande re tutto rosso, con corona e baffi neri, intento ad ascoltare tra stupore e meraviglia (o almeno così lo avevo interpretato io) una signora declamare a gran voce. Nella sua immediatezza mi ricordava certi film muti, dove l’esagerazione e la magniloquenza teatrale dei gesti lasciavano alla fantasia la libertà di immaginare qualsiasi pensiero, qualsiasi esclamazione.
La cosa speciale (e distintiva!) era che il re era gigantesco rispetto alla signora (o forse era lei ad essere piccola piccola) e la teneva nel palmo della mano. Scoprii più avanti che quello era il manifesto di “Ubu re”, che lo aveva pensato Emanuele Luzzati e che poi sarebbe diventato il logo del Teatro della Tosse di Genova.
E qui, per chi non lo conoscesse, c’è l’ovvia sorpresa per il nome. Molti in città si ricordano che il Teatro nacque proprio 50 anni fa, in Salita della Tosse, tra via San Vincenzo e i bastioni dell’Acquasola. È però molto più bello pensare che questo teatro, che ha fatto dell’essere irriverente e controcorrente la sua poetica, se lo sia proprio “inventato” questo nome così ironico, curioso, provocatorio.
Perché la cosa peggiore che può accadere a uno spettatore è doversi mettere a tossire durante il momento chiave di uno spettacolo… e poi c’è anche il dare un colpo di tosse quando si è in disaccordo! Quindi un teatro “della Tosse” è un teatro che tossisce la sua visione del mondo: per farsi sentire, per andare contro, per non stare in silenzio!
Oggi il Teatro, che era di Lele, Tonino e Aldo (Luzzati–Conte–Trionfo), è di una squadra straordinaria e di un altro Lele, di Marina e Amedeo (Conte–Petrillo–Romeo). Sicuramente è cambiato (per essere di rottura non puoi sempre fare le stesse cose), ma è anche lo stesso per l’aspettativa che si ha ogni volta che incomincia uno spettacolo.
Festeggiamo quindi con entusiasmo non i 50 anni passati, ma i prossimi 50, straordinari, che ci aspettano!



