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Un inno all’arte indipendente e pubblica, con magazine, poster e esposizioni aperte 24 su 24.

Ridicola _ Foto di ©Kime

Via San Tommaso, alle sette di sera, sta sotto una coperta d’ombra. Solo uno spicchio di luce gialla rimbalza sugli edifici, riscalda i sanpietrini e le bandiere: viene dall’incrocio con Via Micca, da un’edicola che sembra un’installazione o un’apparizione luminosa.

É Ridicola, solo di nome: di fatto è un micro baluardo di arte indipendente, magazine e riviste, serigrafie e esposizioni, un contenitore di progetti pop incastrato nel centro storico.

Nata a giugno di quest’anno, Ridicola è un’idea di Pigmenti, un’associazione culturale che tra le altre cose si occupa di street art e residenze artistiche, e che mi sembra lavorare per tenere insieme persone, città e arte.

Ridicola ne è testimone: quando è aperta offre una selezione curata di giornali e magazine, di stampe e opere d’arte, ma anche a serranda abbassata non chiude. Il retro del chiosco infatti è una vetrina aperta a ogni ora del giorno, una galleria d’arte che espone opere di artisti locali e internazionali.

A ogni nuova mostra Ridicola allarga le braccia per l’inaugurazione: il vicolo si riempie di persone, c’è il dj set e un fusto di birra sul marciapiede, gente che chiacchiera e circonda la piccola edicola restituendo l’abbraccio, da una parte sbirciando le riviste, dall’altra osservando la mostra.

Chi si è inventato Ridicola ha fatto una magia: rendere l’arte una cosa di tutti, da guardare, frequentare e acquistare con la stessa gioia e leggerezza con cui si compravano i Paperinik a otto anni, e contemporaneamente elevarla a rifugio aperto a tutte le ore, piccolo faro per chi vagabonda nel buio di Via San Tommaso in cerca di un po’ di bellezza.

 

Margherita Paglionico