Butta male, cari romantici.

Avete passato il lockdown alternando poesie e account premium di Pornhub con l’intenzione di tenervi in allenamento per il grande ritorno sulle scene, ma loro sono ancora là, più ingrifati della mononucleosi alle medie: i droplets, le celebri goccioline di saliva che non abbiamo mai avuto problemi a scambiarci nei bagni delle discoteche.

Ricordate le discoteche?

Una chimera, ormai, come coloro che odiavano il termine apericena e che da quando siamo entrati nella fase 2 berrebbero lo Spritz con i taralli pure davanti a un cassonetto.

Ora che il numero della fase che stiamo vivendo ha raggiunto probabilmente la stessa cifra del nostro nuovo giro vita targato ‘’frigo’’, si è aperto finalmente il sipario per lo spettacolo ormonale con così cura confezionato tra un flashmob sul balcone e l’altro.

Ma, ormoni a parte, cosa ci insegna questa assurda vicenda sui sentimenti?
‘’BOOM DI RICHIESTE DI DIVORZIO DOPO LA QUARANTENA’’.

‘’Non c’è sesso senza amore’’, caro Venditti, lo scrivevi prima che vivessimo due mesi in casa, 24 h, con una persona che nel migliore dei casi aveva come unico pregio un lavoro fuori.

Prendete appunti: la conditio sine qua non per innamorarsi di qualcuno è sapere che, a differenza dell’essere stronzi, il lavoro potrebbe non essere per sempre.

Dovremmo fare come le discoteche in provincia, quando erano aperte, che non facevano entrare le persone in All Star.

E se quelle stesse discoteche ora approverebbero pure le ciabatte, ciò non riguarderà sicuramente più chi da questa pandemia ha scoperto finalmente cosa significa ‘’selezione all’ingresso’’.

 

 

 

 

A cura di Bready Mary